Ultima modifica: 23 Giugno 2020
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Omaggio a Bergamo da uno studente di terza liceo

Rammento in modo nitido la prima volta che ci incontrammo.

A Bergamo

Rammento in modo nitido la prima volta che ci incontrammo.
Tu raggiante di vitalità e con un carisma impossibile da non notare
ed Io un ragazzino spaventato in cerca della sua strada.
Fu veramente amore a prima vista.
Mia amata Bergamo, città dei mille e amata da milioni,
vederti in ginocchio, divorata da un infame malanno,
spezza il mio cuore e cruccia la mia anima.
Non facesti domande quando calpestai per la prima volta le tue strade,
non ti importava né chi fossi né tantomeno da dove venissi,
Mi abbracciasti senza esitare e non mi lasciasti nemmeno per un istante.
Sei stata sempre al mio fianco ed ora Io sono al tuo.
Indelebili saranno nella mia mente tutte le cose che tu hai fatto per me.
Mi hai dato un tetto per ripararmi dalla pioggia,
il pane sulla mia tavola per saziare il mio appetito,
abiti per non soffrire il freddo e soprattutto tanto ma tanto amore.
A miei occhi sei e sarai sempre sia mia madre che mio padre,
perché non mi importa essere né Italiano né Moldavo,
Io nel mio cuore mi sento Bergamasco, figlio di una città,
la cui forza e tenacia annienteranno anche questa minaccia.
Insieme abbiamo affrontato le sfide di questa vita eccentrica,
e senza il tuo ausilio dubito che sarei ancora in piedi.
Eri lì quando sono caduto giù, quando mi sentivo solo ed affranto
e in preda a malinconici pensieri.
Mi hai teso la tua mano ed urlato che tutto sarebbe andato bene.
Non immagino la mia vita senza di te,
una realtà priva del coraggio che mi infondi per andare avanti,
della motivazione che mi offri per non mollare mai
e dell’umiltà di riconoscere che per avere cose che non ho mai avuto
devo fare cose che non ho mai fatto.
Il cammino necessario per diventare una persona migliore
è lungo e insidioso da percorrere,
ma mano nella mano con te non riesco ad avere paura.
Sei il mio angelo custode, la mia arma segreta,
la mia migliore amica e più di una semplice città,
sei la mia Dea.
Ringraziarti per aver cresciuto quel ragazzino non sarebbe abbastanza,
così come sarebbe impossibile da spiegare la sua felicità
nel momento in cui ha provato il sentimento di sentirsi a casa.
Ed ora, seduto sulla nostra panchina mentre osservo il tramonto,
sento le tue lacrime e i tuoi singhiozzi
e non posso fare a meno di porgerti la mia spalla,
così come tu facesti con me,
e di urlarti che vinceremo anche questa battaglia.
Il ragazzino non smetterà mai di amarti,
siamo Insieme da sempre e saremo insieme per sempre.

MM

A Bergamo

A Bergamo
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